Reddito di emergenza: termini per la presentazione della domanda prorogato al 31 luglio
- Cristina Bonesi

- 25 giu 2020
- Tempo di lettura: 2 min

Il Reddito di Emergenza (REM) è la misura di sostegno economico istituita con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica del Coronavirus. La domanda può essere presentata, anche tramite i servizi offerti dai centri di assistenza fiscale (CAF), entro il prossimo 31 luglio, in applicazione di quanto di previsto dal D. L. n. 52/2020.
L’INPS, con il messaggio n. 2520 del 19 giugno 2020, recepisce la proroga del termine di presentazione delle domande di Reddito di emergenza che, in virtù di quanto disposto dal decreto legge n. 52/2020, possono essere presentate entro il 31 luglio 2020.
Il servizio per la presentazione delle domande di Reddito di Emergenza, misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta dal Decreto Rilancio per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, è attivo già a partire dal mese di maggio e avrebbe dovuto chiudersi entro il 30 giugno 2020.
Il sussidio spetta, per il mese di maggio, a quei nuclei familiari economicamente vulnerabili che non hanno accesso ad altre misure di sostegno, come il Reddito di cittadinanza o la Naspi. Esclusi dalla misura anche i percettori di bonus di 600 euro destinato ai lavoratori autonomi, chi percepisce la pensione o chi si trova in stato detentivo.
Misura del sussidio
Il sussidio sarà erogato in due diverse quote che potranno andare dai 400 agli 800 euro, arrivando fino a un massimo di 840 euro per quelle famiglie in cui sono presenti componenti in condizioni di grave disabilità e non autosufficienti.
Requisiti di spettanza
Il Reddito di emergenza spetta a patto che il richiedente:
- sia residente in Italia;
- abbia un reddito familiare non superiore all’importo mensile del REM;
- possieda un patrimonio mobiliare nel 2019 inferiore a 10 mila euro accresciuti di 5 mila euro per ogni familiare successivo al primo fino ad un massimo di 20 mila euro (previsti ulteriori 5 mila euro se un componente del nucleo è affetto da disabilità grave o non autosufficienza);
- sia in possesso di un ISEE non superiore a 15 mila euro.















































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