Reddito di cittadinanza: previsto uno sgravio contributivo per le aziende che assumono i beneficiari
- Ipsoa Lavoro
- 29 nov 2018
- Tempo di lettura: 5 min

Giuseppe Rocco - Esperto previdenziale – Ipsoa Lavoro
Novità importanti per il reddito di cittadinanza. Per attenuare l’impronta assistenzialistica del nuovo strumento finanziato dal disegno di legge di Bilancio 2019, si starebbe ragionando sulla possibilità che si riconosca alle imprese che assumono beneficiari del reddito di cittadinanza un incentivo contributivo pari a 3 mensilità, che crescerebbe a 6 nel caso in cui si assuma una donna. Si pensa anche di creare uno sportello azienda in ogni Centro per l’impiego. L’erogazione del reddito, centralizzata a livello nazionale, avverrà tramite tessere elettroniche, che verranno utilizzate per beni interamente tracciati.
Intervenendo alla Camera per illustrare le linee guida della Manovra finanziaria 2019 e le strategie comunicative che verranno seguite nella risposta che verrà fornita alla Commissione europea in conseguenza delle contestazioni mosse da Bruxelles, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha, inter alia, rappresentato come il Governo abbia raccolto con molto favore le raccomandazioni UE in materia di politiche attive del lavoro, puntando in concreto alla modernizzazione dei Centri per l'impiego, cardine di ogni credibile strategia per il reinserimento delle persone nel circuito produttivo, a cui sono state destinate risorse per 1 miliardo di euro nel 2019.
Il riferimento è al collegamento con il reddito di cittadinanza che si pone al contempo come strumento di politica attiva del lavoro e, come sottolineato dal Ministro Tria nella lettera di risposta del 13 novembre a Bruxelles, di intervento sulle situazioni di disagio e povertà per aumentare il grado di inclusione e sostenibilità sociale.
Chi avvantaggerà il reddito di cittadinanza?
Tra le intenzioni del Governo vi è anche quella di stimolare i consumi. A tal proposito è utile riportare le stime dell’ISTAT contenute nel recente approfondimento sulle prospettive per l’economia italiana nel 2018-2019 in base alle quali il prossimo anno il tasso di crescita del Pil è previsto pari all’1,3 per cento in lieve accelerazione rispetto al 2018, sostenuto ancora dal contributo positivo della domanda interna, che risentirebbe positivamente di alcune delle misure di politica fiscale contenute nella legge di Bilancio come quelle di contrasto alla povertà e l’impulso agli investimenti pubblici.
Si valutano poi i possibili impatti macroeconomici di una manovra di sostegno ai redditi delle famiglie. Sotto l’ipotesi che l’intervento corrisponda a un aumento dei trasferimenti pubblici pari a circa mezzo punto di Pil, si registrerebbe nei primi anni un aumento medio di 2 decimi di punto del Pil rispetto allo scenario base. Tale reattività potrebbe essere più elevata (e pari a 3 decimi di punto) nel caso in cui si consideri l’impatto del reddito di cittadinanza direttamente come uno shock positivo sui consumi delle famiglie.
Per completezza di esposizione vanno poi riportate le considerazioni contenute nel recente Rapporto annuale sull’economia e la società nel Mezzogiorno della SVIMEZ. In attesa dei dettagli della misura, la Società di ricerca ha effettuato una stima sull’impatto del reddito di cittadinanza, considerando una spesa pari a 8 miliardi, al netto di 1 miliardo destinato alla riqualificazione dei Centri per l’impiego. La misura consentirebbe di ampliare significativamente la platea dei destinatari rispetto all’attuale reddito di inclusione ma non di assicurare il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dal Governo, in quanto, secondo i calcoli della SVIMEZ, il raggiungimento di tale soglia richiederebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi.
Con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con ISEE inferiore a 6000 euro e pur tenendo conto che circa il 50 per cento potrebbe avere una casa di proprietà, è possibile erogare un sussidio compreso tra i 255 euro per una famiglia monocomponente e i 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie. Ciò avvantaggerà il Mezzogiorno, si sottolinea, che assorbirà circa il 63 per cento del reddito di cittadinanza.
Proposte e prospettive per il reddito di cittadinanza
E’ utile fornire poi un veloce aggiornamento sullo “stato dell’arte” dell’attuazione della misura che da quanto sembra dovrebbe diventare operativa in primavera, tra marzo e aprile.
Nel disegno di legge di Bilancio si prevede l’istituzione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di uno specifico “Fondo per il reddito di cittadinanza”, che dialoga con lo specifico “Fondo per la revisione del sistema pensionistico” in maniera tale che possano compensarsi reciprocamente gli eventuali risparmi. Il reddito di cittadinanza dovrebbe funzionare ad integrazione di altre forme di reddito, fino ad arrivare alla soglia di 780 euro mensili calcolata su un single. L’importo salirebbe in base alla consistenza del nucleo familiare.
Da quanto si apprende nella verifica dei requisiti si terrà conto della soglia ISEE a 9.360 euro tenendo conto sia del capitale immobiliare oltre la prima casa, fino ad un massimo di 30 mila euro, sia del capitale mobiliare entro i 10 mila euro per famiglie con più figli.
Verrebbe valutata anche una quota affitto intorno ai 300 euro, da aggiungere (nel limite di 780 euro per un single) o da sottrarre (nel caso in cui il beneficiario sia proprietario di casa).
Così come ribadito in una recente intervista del professor Tridico, consigliere economico del Ministro Di Maio, il fulcro del reddito di cittadinanza rimangono i Centri per l’impiego che saranno alla base anche dell’organizzazione delle attività formative.
La formazione vera e propria verrà poi erogata dai soggetti pubblici preposti (vengono citati università, Its, Cpia, scuole di formazione).
Anche le imprese potrebbero fare formazione con proprie risorse e in questa prospettiva, prosegue il professore Tridico, sarebbe in fase di approfondimento la possibilità di prevedere un incentivo per chi assume un beneficiario del reddito di cittadinanza (vedi infra).
Il datore di lavoro potrà accedere ad un bonus formazione fino a 100 ore interamente gratuite, una sorta di banca della formazione che utilizzerà per la risorsa assunta oppure per un altro dipendente.
Modalità di pagamento
L’erogazione, centralizzata a livello nazionale, avverrà tramite tessere elettroniche da utilizzarsi per beni interamente tracciati mentre per i pagamenti che necessitano di bonifico bancario si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app (come lo smart payment).
Il Ministro Di Maio ha reso noto che il Governo ha già dato mandato di stampare i primi 5/6 milioni di tessere elettroniche.
Da quanto si apprende per percepire la prestazione occorrerà accedere ad uno specifico sito internet, identificarsi con l’identità digitale e compilare la scheda di richiesta.
Nel caso in cui verrà riscontrato il possesso dei requisiti si riceverà la tessera a casa con l’indicazione degli impegni da assumere.
Per quel che riguarda la fase del controllo va ricordato come il Ministro Tria, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico della Guardia di Finanza, abbia sottolineato come il Corpo avrà un ruolo determinante e darà il proprio contributo per verificare i requisiti dei destinatari del reddito di cittadinanza. Si prevede anche una sorta di tagliando, vale a dire la verifica sul mantenimento dei requisiti, dopo 18 mesi di fruizione per averne altri 18.
Coinvolgimento delle imprese
Nel quadro in costruzione va anche riportata la proposta avanzata da parte del sottosegretario Armando Siri di un maggior coinvolgimento delle imprese, che fungerebbero da sostituti di imposta nell’erogazione della prestazione, nella formazione e riqualificazione dei percettori.
L’obiettivo è quello di creare un collegamento diretto tra offerta e domanda di lavoro con l’azienda che al termine del periodo di percezione potrebbe assumere il beneficiario del reddito di cittadinanza.
Nell’eventualità in cui ciò non accadesse, è lo spirito della proposta, si sarebbe in ogni modo favorito un aggiornamento professionale vicino ad una realtà produttiva in senso concreto.
La soluzione di compromesso rispetto al disegno originario dei M5S potrebbe essere quello di riconoscere alle imprese che assumano beneficiari del reddito di cittadinanza una sorta di incentivo sotto forma di sgravio contributivo che potrebbe essere pari a 3 mensilità (fino a 6 nel caso in cui si stabilizzi una donna, in maniera tale da stimolare e favorire l’occupazione femminile).
Si intende in questo modo stimolare un maggiore coinvolgimento del sistema produttivo nel progetto considerando che le imprese, come evidenziato dal professor Tridico, rappresentano il terminale strategico dell’operazione.
In questa prospettiva si pensa poi a creare uno sportello azienda in ogni Centro per l’impiego.
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