Reddito di cittadinanza: non serve la domanda
- Rif. Ipsoa
- 30 ott 2018
- Tempo di lettura: 4 min

Rif. Riccardo Pallotta – Ipsoa Lavoro Cominciano a delinearsi in modo più definito le misure che saranno inserite nella legge di Bilancio per il 2019. Tra queste le norme sul reddito di cittadinanza: verrà erogato direttamente dall’INPS e sarà corrisposto attraverso una carta elettronica di pagamento costituita ad hoc per l’acquisto di beni di prima necessità e prodotti in Italia. Sarà la Pubblica amministrazione (presumibilmente l’INPS) ad individuare gli aventi diritto sulla base dei requisiti economico-lavorativi previsti e che ruoteranno, sostanzialmente, sul reddito ISEE e sulla composizione del nucleo familiare del richiedente. Uno dei pilastri della legge di Bilancio 2019 è rappresentato dall’introduzione del reddito di cittadinanza (RdC). Uno strumento che rappresenta, contemporaneamente, una misura di sostengo al reddito ed una forma di politica attiva del lavoro, destinata ad agevolare l’entrata (o il rientro) nel mondo del lavoro.
Allo stato, non è ancora compiutamente definita la platea dei potenziali beneficiari che, comunque, dovrebbe rappresentare un’estensione degli odierni beneficiari del Reddito di Inclusione (ReI). Molto, ovviamente, dipende dalle risorse che verranno concretamente stanziate e dai requisiti di accesso (con particolare riferimento al reddito ISEE individuato come soglia di accesso). Sembra, invece, accertato, che il RdC verrà erogato in via automatica (probabilmente dall’INPS) senza bisogno di presentare domanda e che verrà accreditato su una “carta di cittadinanza”, ossia uno strumento di pagamento elettronico ad hoc, diverso dal bancomat.
In cosa consiste il reddito di cittadinanza Il reddito di cittadinanza rappresenta una misura universalistica di sostegno al reddito che si pone l’obiettivo di estendere il vigente Reddito di Inclusione (ReI) ad una più ampia categoria di soggetti privi di occupazione e in condizione di povertà assoluta (categoria, questa, che secondo gli ultimi dati ISTAT è composta da circa 5 milioni di persone tra italiani e stranieri. Il RdC – previa verifica dell’ISEE - comporterà l’erogazione di un importo tale da portare il reddito dell’interessato sino alla soglia di euro 780 mensili: importo, questo, che verrà peraltro incrementato in funzione della composizione del nucleo familiare. La somma verrà erogata mediante accredito su uno strumento di pagamento elettronico e la sua corresponsione sarà condizionata a due circostanze: lo svolgimento di attività di lavoro socialmente utile sul territorio e l’iscrizione ad un Centro per l’impiego, finalizzata all’individuazione ed accettazione di una offerta di lavoro “congrua” (secondo la terminologia attualmente in uso per il ReI).
Il beneficiario del RdC perderà il diritto a tale sostegno qualora rifiuti 3 offerte di lavoro congrue (delle quali, secondo le prime anticipazioni, almeno la prima dovrà essere nel luogo di residenza).
Redditi ISEE Come sopra accennato, a fronte della configurazione generale di questa misura di sostegno che – nella sostanza – amplia ed estende i confini del ReI già vigente, sussistono, allo stato, ancora un certo numero di incertezze in ordine a come si atteggerà in concreto lo strumento. Tuttavia, nei giorni scorsi alcuni esponenti del Governo hanno rilasciato alcune dichiarazioni che permettano di cominciare a delineare più in concreto i contorni del futuro reddito di cittadinanza.
Partendo dagli stanziamenti, sembra che verranno stanziati in bilancio 9/10 miliardi di Europer l’implementazione del RdC: di cui 1 miliardo per l’ammodernamento e la messa in rete dei Centri per l’Impiego e 8/9 per l’effettivo finanziamento del RdC. Data la propedeuticità dell’intervento sui Centri per l’Impiego, il concreto avvio delle erogazioni ai beneficiari dovrebbero prendere avvio dal mese di aprile 2019 e dovrebbe riguardare i disoccupati ed i lavoratori discontinui/saltuari o, comunque, tutti coloro i quali risulteranno avere un reddito ISEE pari a circa euro 8.000 (contro gli euro 6.000) oggi previsti per la fruizione del ReI.
La verifica sul diritto verrà quindi effettuata, in prima battuta, sulla base dei redditi ISEE presentati dai cittadini nel biennio 2017/2018. Sembrerebbe che l’erogazione del RdC sia possibile anche in caso di possesso di un immobile ma, evidentemente, tale proprietà incide sull’ISEE e, quindi, in tal caso, l’integrazione reddituale rappresentata dal RdC dovrebbe essere correlativamente ridotta (secondo alcune simulazioni si è ipotizzata una soglia di euro 400).
Erogazione automatica e carta elettronica Secondo quanto anticipato da fonti governative, il RdC verrà erogato in via automatica senza bisogno di presentare alcuna domanda da parte degli interessati e verrà accreditato su una carta elettronica di pagamento costituita ad hoc: diversa, quindi, dal bancomat e per il rilascio/gestione della quale potrebbe, quindi, non essere necessario il previo possesso di un conto corrente bancario/postale. In pratica, lo strumento dovrebbe operare sulla stessa infrastruttura telematica e circuito di pagamento già utilizzato, a suo tempo, per la “social card” introdotta nel 2013 e rafforzata dalla legge di Bilancio per l’anno in corso. Sembra inoltre confermato che l’utilizzo di questa specifica “card” dovrà permettere di vincolare il suo utilizzo all’acquisto di beni di prima necessità e prodotti in Italia, ma su questo aspetto non c’è ancora totale chiarezza (indipendentemente da alcuni profili di legittimità, anche sotto il profilo del rispetto delle norme italiane ed europee in materia di tutela dei dati personali).
L’importo, come accennato, sarà variabile a seconda della condizione personale e familiare del richiedente. In particolare, in caso di soggetto privo di nucleo familiare l’importo comporterà l’adeguamento del minor reddito in godimento sino alla soglia di 780 euro. In caso di nucleo familiare composto da più soggetti, sempre sulla base dell’ISEE l’importo-soglia verrà incrementato sino ad un importo massimo che – secondo le ultime anticipazioni – potrebbe arrivare a euro 1.170.
Ulteriori requisiti e vincoli Il RdC non è disegnato come un mero sussidio, ma presuppone che il beneficiario si attivi per cercare un lavoro (o un lavoro meglio remunerato). Quindi, l’erogazione degli importi è condizionata a: · svolgimento di un certo numero di ore settimanali (8?) di volontariato nel Comune di propria residenza; · frequenza obbligatoria di corsi di formazione professionale organizzati dai Centri per l’impiego; A tale ultimo fine è altresì prevista l’istituzione di uno sportello ad hoc di riferimento per i fruitori del RdC, dal che deriva come sia assolutamente centrale, per la riuscita dello strumento, la preventiva e continuativa attività di implementazione dell’organizzazione dei Centri per l’Impiego, anche sotto il profilo della quantità e qualità delle risorse umane dedicate. Sembra che sarà altresì prevista la creazione di una piattaforma informatica, fruibile anche in mobilità, per la ricerca dell’impiego.
Considerazioni finali Questi, sommariamente, i primi tratti di quella che dovrebbe essere la struttura di fondo del prossimo reddito di cittadinanza. Evidentemente, sarà necessario attendere il deposito del testo normativo in Parlamento (e, soprattutto, la sua approvazione) per comprendere appieno la configurazione della misura e l’articolazione (complessiva e di dettaglio) degli stanziamenti, per poter valutare compiutamente tale misura e la sua concreta possibilità di successo.
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