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Maggiore rigore nell’utilizzo dei Voucher: ecco cosa cambia

  • Immagine del redattore: Cristina Bonesi
    Cristina Bonesi
  • 15 mar 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

La proposta di testo relativa alla riforma dei voucher è attualmente al vaglio della Camera dei Deputati, in Commissione Lavoro e mira a limitare profondamente il ricorso al lavoro accessorio.

Diventano più stringenti le regole in materia di voucher, infatti, potranno essere utilizzati esclusivamente dalle imprese prive di dipendenti e, per tali imprenditori, è prevista una modifica del loro valore nominale, dal momento che viene innalzato da 10 a 15 euro.

Confermato, invece, il valore nominale del buono per le famiglie che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio, tuttavia, anche per questa categoria è prevista una ulteriore limitazione, dal momento che viene abbassato l’importo massimo annuo erogabile al prestatore di lavoro da parte delle famiglie, che non potrà più superare i 5mila euro.

Viene, inoltre, introdotto un ulteriore limite economico per le imprese che possono ricorrere a prestazioni occasionali, infatti è fissato l’importo massimo di 3mila euro l’anno spendibili in voucher per più lavoratori.

Le prestazioni occasionali potranno essere rese esclusivamente dalle seguenti categorie di soggetti:

  • studenti;

  • disoccupati;

  • pensionati;

  • disabili;

  • extracomunitari con permesso di soggiorno e disoccupati da almeno 6 mesi;

  • soggetti in situazioni di disagio sociale.

Il ricorso ai voucher può avvenire per qualsiasi settore, ad eccezione di quelli a rischio sicurezza, invece, per il settore agricolo sono previste delle deroghe soprattutto per i periodi di vendemmia o di raccolta stagionale. Il ricorso ai buoni per la Pubblica Amministrazione sarà concesso soltanto in presenza di eventi straordinari, a carattere solidaristico.

Non mancano le proteste da parte di numerose categorie, in particolare fanno sentire la loro voce le imprese con dipendenti e le famiglie, dal momento che sono i settori in cui vengono maggiormente utilizzati e anche alla luce del fatto che, allo stato attuale, il ricorso al contratto intermittente è poco “praticabile”.

Non si esclude un intervento più celere da parte del Governo che potrebbe decidere di ricorrere ad un decreto legge al fine di superare il referendum (di cui non è stata ancora fissata la data per la consultazione popolare) avente proprio ad oggetto l’abrogazione della normativa in materia di voucher, recentemente riformati con il decreto legislativo n. 185/2016, entrato in vigore lo scorso 8 ottobre.

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