top of page

Rivalutazioni delle pensioni: un nodo da sciogliere

  • Tiziano Treu
  • 19 mag 2015
  • Tempo di lettura: 4 min

Nonostante le perplessità suscitate dalla decisione della Corte Costituzionale sulla rivalutazione delle pensioni, il Governo si appresta a trovare le soluzioni per definire modalità e tempi dell’intervento di adeguamento dell’indicizzazione, bilanciando la tutela dei diritti dei pensionati con l’esigenza dell’equilibrio finanziario. Molte le ipotesi avanzate in questi giorni: tra queste, le più plausibili sembrano quelle di una restituzione graduale e a tappe. Meno plausibile, invece, potrebbe essere quella di prevedere una progressività dei rimborsi basata anche sul calcolo dei contributi. Quali le strade che si potrebbe intraprendere nel rispetto dell’equilibrio fra le generazioni?

La decisione della Corte Costituzionale sulla rivalutazione delle pensioni ha sollevato non poche perplessità. Si è rilevato con preoccupazione il fatto che la Corte sia divisa e che in una materia così sensibile sia stato decisivo il voto doppio del presidente. Si è anche osservato che, date le gravi implicazioni per il bilancio pubblico, sarebbe stato prudente adottare una decisione meno tranchante, ad es. deliberare la messa in mora del Governo, invece che l’annullamento della legge, come la Corte ha fatto altre volte; ed eventualmente indicare dei principi che il Governo deve rispettare per il futuro.

Più in generale non mi sembra condivisibile l’indicazione della Corte circa la natura di retribuzione differita della pensione. La opinione di gran lunga prevalente ha sempre distinto retribuzione e pensione, cui si riferiscono due articoli diversi della Costituzione, il 36 e il 38. La pensione non è una somma di retribuzioni accantonate, ma si costruisce sulla base di contributi versati, secondo un meccanismo di tipo assicurativo, anche se regolato secondo principi pubblicistici.

In ogni caso è da ritenere che il Governo, pur rispettando la decisione, ha margini di discrezionalità nel definire le modalità e i tempi dell’intervento di adeguamento dell’indicizzazione. Tali margini ci sono e il Governo sembra intenzionato a usarli per ridurre l’impatto della sentenza sui conti pubblici. Questo del resto è un modo di bilanciare la tutela dei diritti dei pensionati con l’esigenza dell’equilibrio finanziario, come in passato ha ritenuto di fare la stessa Corte in queste materie.

Le ipotesi fatte in questi giorni sono diverse, compresa la restituzione a rate degli importi dovuti o il loro pagamento con titoli di Stato. Ma a parte scelte del genere, che hanno carattere dilatorio, le proposte più plausibili sembrano quelle di una restituzione graduale e a tappe. In particolare si tratterebbe di privilegiare nei rimborsi anzitutto la tutela dei livelli pensionistici più bassi, o dei pensionati con redditi medio-bassi; questa tutela sembra del resto la ratio sostanziale della sentenza.

Meno plausibile mi sembra una progressività dei rimborsi basata anche sul calcolo dei contributi versati per esempio con una penalizzazione delle baby pensioni.

Certo oltre certe soglie di pensione non sembra necessario, né rispondente a una valutazione equa, rimborsare tutta la mancata rivalutazione. E’ discutibile dal punto di vista sia economico sia sociale garantire questi rimborsi a pensioni medio-alte, mentre una fetta consistente della popolazione sta facendo tanti sacrifici per la crisi e anche per la riforma delle pensioni.

Una gradualità nella applicazione della rivalutazione è stata adottata del resto da precedenti governi senza incorrere nella censura della Corte. Si tratta di valutare con quale modalità e secondo quali scaglioni graduare i rimborsi.

Si potrebbe tener conto di alcuni precedenti nei quali è stata graduata la indicizzazione al di sopra di una certa soglia (maggiore di quella della legge censurata dalla Corte), stabilendo gli aumenti al di sopra ad es. di 2.500 Euro, in varie tappe e scaglioni.

Ma questa scelta spetta al Governo nella sua discrezionalità, dopo aver calcolato i costi e le tempistiche del rimborso. Occorrerà fare le simulazioni necessarie perché, come ha ricordato il Ministro Poletti, la materia è complessa e non riguarda solo il passato. Andranno consultati i sindacati che sono coinvolti direttamente, anche data l’alta percentuale di pensionati fra i loro iscritti.

Una soluzione che voglia essere equa dovrà tenere conto dell’equilibrio fra le generazioni che oggi è messo seriamente in crisi. I giovani sono particolarmente colpiti dalla disoccupazione, dai lavori precari con salari bassi, spesso ben al di sotto la soglia “incriminata” dei 1300 Euro al mese. Per questo bisognerebbe evitare di gravare ancora sulla spesa pensionistica globale. Questa è più alta delle medie europee ed è molto squilibrata nonostante l’introduzione progressiva del metodo contributivo, con troppe pensioni povere e troppe pensioni alte, più ricche dei contributi versati. Per questo parte delle risorse necessarie a dar seguito alla sentenza della Corte, andrebbero trovate all’interno del sistema pensionistico, cioè togliendo qualcosa alle pensioni ricche per sostenere quelle “povere”, come sostiene anche Boeri.

Si può fare in vario modo, ad es. rivedendo le vecchie pensioni calcolate con il metodo retributivo e quelle che beneficiano ancora di rendimenti più alti della media (molti fondi speciali), calcolando un prelievo di solidarietà sulla differenza. Non credo che questa perequazione (o qualche variante di essa) incontrerebbe obiezioni di incostituzionalità, perché essa risponde a obiettivi di riequilibrio interno al sistema pensionistico a favore delle pensioni medio-basse, secondo il principio solidaristico che è, o dovrebbe essere, il fondamento dello stato sociale.

rivalutazione pensioni 2015 studio bonesi.jpg

Commenti


Featured Posts
Recent Posts
Archive
Search By Tags
Follow Us
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square

Hai dei dubbi?

Scopri subito come fare!

 

Richiedi un preventivo

 

E' semplice: compila il  modulo contatti, avendo cura di descrivere dettagliatamente la Tua  richiesta.

 

Ricevi una proposta

 

Riceveremo la tua richiesta e ti forniremo la nostra migliore proposta che ti presenteremo personalmente

 

Valuta e mettici alla prova

 

Quando avrai ricevuto la nostra proposta potrai scegliere di metterci alla prova: la prima consulenza è GRATUITA!

 

 

La formula del nostro successo

+ Formazione professionale 
+ Innovazione tecnologica  
+ Organizzazione snella

=  QUALITA’ e clienti soddisfatti

 

E' la somma che fa il totale! 
Perciò lo Studio Bonesi considera tutti questi elementi strategici per il proprio successo e per dare ai propri clienti un servizio preciso e qualitativamente elevato.


 

25080 Muscoline (Bs)
Via E. Ferrari Nr. 19

Tel:   0365 373384

Fax:  0365 373384

  • Facebook App Icon
  • Twitter App Icon
  • Google+ Classic

STUDIO DI CONSULENZA DEL LAVORO BONESI CRISTINA | P.IVA: 02170270983 | VIA E.FERRARI NR.19 - 25080 MUSCOLINE (BS) 

bottom of page